L’Arabia Saudita va a caccia di hacker per spiare Twitter e Whatsapp

AAA cercasi hacker. Il regno saudita sembra proprio avere un disperato bisogno di informatici esperti nello sbirciare i segreti dei suoi sudditi. Il braccio informatico di Riyad è alla caccia di geni del web in grado di intercettare e bloccare il flusso dei messaggi nelle chat di Twitter, Whatsapp, Viber e Line, quattro sistemi di messaggistica tra i più diffusi in Arabia Saudita.

Che i governi mediorientali (e non solo) investano tempo e risorse per controllare le comunicazioni all’interno del loro territorio è cosa nota. Che lo faccia l’Arabia Saudita, lo stato al centro dei giochi di potere in tutto il Medio Oriente (Siria compresa) è risaputo. Meno noti sono i modi con cui si cerca di reclutare giovani informatici per fini governativi.

A rendere pubbliche le modalità con cui i sauditi reclutano le nuove leve è stato Moxie Marlinspike, pseudonimo di un ragazzo di San Francisco che si definisce “ingegnere informatico, hacker, marinaio e capitano” appassionato di viaggi. Sul suo blog ha detto di essere stato contattato da un  rappresentante della Mobily, uno dei due operatori telefonici che operano in Arabia Saudita, che si è detto interessato a trovare “soluzioni per monitorare i dati criptati nelle telecomunicazioni”.

Dopo uno scambio di mail con Yasser D. Alruhaily, Executive Manager dell’area sicurezza di Mobily, il progetto ha assunto contorni sempre più chiari: l’operatore telefonico (e dunque il governo saudita) sta lavorando a un programma per intercettare i dati di applicazioni mobili con un particolare riguardo per Twitter, Viber, Whatsapp e Line. Il lavoro richiesto dal progetto era monitorare e eventualmente bloccare il flusso di dati dei circa 5 milioni di utenti dell’operatore saudita.

Il contenuto di una mail pubblicato sul blog di Moxie
 

From: Yasser Alruhaily <…….. .. .@mobily.com.sa>

Date: Thursday, May 2, 2013 1:04 PM

Subject: Re: As discussed last day .further discussion

we are working in defining a way to deal with all such requirements from regulator and it is not only for Whatsapp, it is for whatsapp, line, viber, twitter etc..

So, what we need your support in is the following:

  • is there any technical way that allow for interception these traffic?
  • Is there any company or vendor could help us on this regard?
  • is there any telecom company they implement any solution or workaround?

“In nome del terrorismo” – Per uno come Moxie che lavora per aumentare la sicurezza delle comunicazioni online non c’è stato nemmeno bisogno di pensarci. “Grazie, ma non sono interessato”, ha risposto. Ed eccola, immediata la replica saudita.  “L’Arabia Saudita ha un grande problema, il terrorismo”, ha scritto il manager di Mobily. “I terroristi stanno usando questi mezzi (Twitter, Whatsapp ndr) per diffondere il terrorismo. Se non sei interessato alla nostra proposta forse stai aiutando indirettamente quelli che ostacolano la democrazia con le loro azioni brutali”. Dalle parti della Mecca i cinguettii di Twitter e i messaggi su Whatsapp sono considerati argomenti di sicurezza nazionale. Argomenti delicati per cui si spendono milioni e milioni di petrodollari. Non sarà quindi il no di un ragazzo californiano appassionato di viaggi a scoraggiare il progetto saudita. Per evitare spiacevoli incidenti i reali sono pronti a controllare sempre più da vicino i loro sudditi. Fino all’ultimo tweet.

 @elia_milani

 

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