L’Arsenal e quel campo da calcio per i profughi siriani

Martin Keown tra i giovani siriani nel campo profughi di Zaatari in Giordania (Ansa)

Martin Keown tra i giovani siriani nel campo profughi di Zaatari in Giordania (Ansa)

Un campo da calcio per far sognare chi non ha più niente. Per dare una speranza a quei bambini scappati dalla guerra civile che hanno negli occhi e nel cuore le immagini della propria terra che brucia sotto le bombe. Il nuovo campo da calcio è un regalo che l’Arsenal, in collaborazione con Save the Children, ha inaugurato il 2 maggio scorso nel campo profughi di Zaatari in Giordania, centro che ospita 120mila sfollati, fuggiti dalla guerra fratricida siriana che in due anni ha causato più di 80mila morti. Per inaugurare il terreno di gioco su cui si sfideranno nei prossimi mesi i giovani siriani è volato da Londra Martin Keown, ex difensore dei gunners e della nazionale inglese ora, alla veneranda età di 47 anni, in forza ai semiprofessionisti del Wembley.

Il campo in erba verde, le maglie ufficiali e i palloni con il simbolo dei cannone sembrano aver portato un po’ di serenità tra quei i ragazzi scampati all’inferno infinito del conflitto siriano.

I giovani profughi siriani ascoltano i consigli dell’ex giocatore dell’Arsenal (Ansa)

“Il calcio è un modo per stare insieme ma anche per insegnare la disciplina e il lavoro in team, ingredienti fondamentali per avere successo”, ha detto Keown circondato dai ragazzini letteralmente in estatsi. Forse non è il successo quello a cui aspirano i giovani profughi. A loro basta sognare un po’ indossando le maglie dei loro idoli. E dimenticare con un gol il dramma che si consuma a pochi chilometri da quel campo da calcio.

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