Voci dal suq

Whatsapp, Gps, Facebook e Viber: la “smart fuga” di un gruppo di giovani siriani

Mohammed avverte via whatsapp i suoi amici rimasti in Grecia. Yazad si cuce il passaporto addosso per non rischiare di perderlo durante la lunga camminata. Moammar e Anas controllano continuamente la posizione del confine con il loro gps. Intanto Ammar apre il Corano e inizia a pregare.
Per questi giovani siriani fuggiti da Damasco a inizio settembre il sogno è sempre più vicino. In 10 giorni hanno attraversato Turchia, Grecia, Macedonia e Serbia: a piedi, in gommone o a bordo di pullman affollati dove è difficile anche solo respirare. Ora si stanno preparando per entrare in Europa.

Con i loro smartphone sempre carichi (quasi tutti hanno un caricabatterie portatile) si scambiano informazioni con gli amici o i parenti che li hanno preceduti in questa odissea. Hanno in programma di attraversare il confine con l’Ungheria. Omran nello zaino ha una tenaglia con cui è pronto a tagliare il filo spinato del muro costruito da Viktor Orban per fermare l’arrivo dei migranti. Alla fine non sarà costretto a usare quella tenaglia. Il gps guiderà lui e i suoi amici attraverso in un varco libero dai controlli della polizia ungherese.

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 twitter@elia_milani

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